Inserito da: tarantomagnogreca | 21 Ottobre, 2007

Il Museo di Taranto è pronto a risplendere

Anche se a metà il Museo di Taranto riaprirà le porte al pubblico

Dopo i lavori di restauro e ristrutturazione, finalmente il Museo di Taranto, a partire dal 20 Dicembre, tornerà accessibile ai tarantini e ai turisti. Un’ ottima notizia direi, visto e considerato che riaprirà uno dei Musei Archeologici più importanti d’ Italia (il più importante del Sud dopo quello di Napoli). Una boccata d’ ossigeno per Taranto e per noi tarantini; in realtà significa far risollevare ancora di un altro gradino la nostra bellissima città, perchè con la riapertura del museo potrebbe pian piano attivarsi una possibile speranza di rilancio, visto e considerato che nel museo di Taranto sono conservati dei veri e propri capolavori dell’ età classica (e non solo…Basta citare i famosissimi Ori di Taranto, che in passato hanno avuto l’ onore di girare il mondo nei più importanti musei). Intanto posto l’ articolo trovato sul Corriere del Giorno di Sabato 20 Ottobre, ci sono delle notizie interessanti. Buona lettura.

Riapertura del Museo, è conto alla rovescia

Conto alla rovescia per la riapertura del Museo nazionale archeologico di Taranto: mancano due mesi alla data fissata, che è quella del 20 dicembre e in quella prospettiva si sta lavorando all’ allestimento del primo piano, mentre chiude la mostra monografica che, nell’ ultimo anno, ha consentito ai visitatori un contatto interessante seppur minimo con le grandi collezioni del Museo Sono stati circa 8.000 i visitatori della mostra “Il Signore e l’ Artigiano”, allestita al piano terra del Museo dal 20 dicembre scorso a oggi. A questi vanno aggiunti i numerosi partecipanti alle iniziative di comunicazione che si sono tenute nello stesso periodo nella contigua Sala degli incontri. La mostra, realizzata dalla soprintendenza archeologica della Puglia, con il contributo della provincia, dell’ Apt, della Wind e di Scorpione editrice, chiuderà i suoi battenti lunedì. La chiusura al pubblico della mostra, spiega la soprintendenza, si deve anche alla necessità di disporre di molti fra i reperti che vi sono compresi, per l’ allestimento degli spazi al primo piano del Museo, a partire dal “sarcofago delle navi”, che ha rappresentato una sorte di anteprima del nuovo allestimento del Museo nazionale. Della mostra è stato realizzato un bel catalogo, cura di Antonietta Dell’ Aglio, edito da Scorpione, che ripropone integralmente i contenuti dell’ allestimento e chiarisce i termini di un’ operazione che, partita dall’ accostamento di due sepolture, entrambe avvenute nell’ area urbana di Taranto ed entrambe di grande valore, appartenenti, appunto la prima a un ricco signore, la seconda un artigiano, ha in qualche modo supplito anche la prolungata chiusura del Museo. Allestita al piano terra, che in questi anni ha ospitato varie iniziative, la mostra “Il Signore e l’ artigiano” affianca, nella stesa esposizione, due analoghe esperienze di rinvenimento, avvenute a oltre un secolo di distanza, nell’ area urbana, e che si riferiscono, appunto, alla sontuosa sepoltura di un signore importante, le cui spoglie dovevano essere contenute nel grande sarcofago di provenienza attica, denominato “sarcofago delle navi”, appena restaurato, e alla sepoltura di un artigiano, rinvenuta recentemente, nel corso degli scavi. Un filo rosso ha unito le due vestigia in un unico percorso espositivo, oltre alla analogia dell’ utilizzo sepolcrale dei reperti rinvenuti: la comunanza dello sponsor, che ha consentito, nel primo caso, il restauro laborioso e la ricostruzione dei frammenti dell’ imponente sarcofago, nel secondo caso, il rinvenimento dei reperti stessi in un’esperienza di collaborazione che il soprintendente archeologo, Giuseppe Andreassi, definì: una singolare esperienza di archeologia preventiva. Tra i reperti di grande interesse presenti nella mostra una tavoletta simbolica in ceramica a rilievo pinax, rinvenuta sempre nella tomba dell’artigiano, che rappresenta una scena davvero singolare ed eloquente: una coppia è semisdraiata, la donna tenta in tutti i modi di attrarre l’ attenzione
del suo uomo, anche tentando di farsi guardare, girandogli la testa con 
la mano, mentre lui, distratto, osserva un puttino che danza su una colonna. C’ è anche un soldatino in terracotta, un bambolotto mobile, e spoglio, ma che doveva probabilmente rappresentare il prototipo di tutti i soldatini che hanno allietato l’ infanzia di milioni di bambini di tutte le epoche e di tutte le civiltà. A indurre gli archeologi a una simile interpretazione è il rinvenimento, accanto al bambolotto, di una torretta in miniatura, anch’ essa in terracotta. Il bambolotto, che è esposto nella mostra “Il signore e l’artigiano, accanto alla torretta, ha un’ importanza straordinaria, come spiega nel suo intervento in catalogo l’ archeologa Amelia D’ Amicis, per essere l’ unico mai rinvenuto finora né in Grecia né in Magna Grecia. Si tratta, quindi, di un esemplare unico al mondo e di grande tenerezza. Com’ è noto, infatti, in varie sepolture sono state rinvenute delle bambole, a volte dotate anche di vari vestitini di ricambio, che erano sempre delle donne in miniatura, e mai delle bambine, dal momento che esse avevano uno scopo eminentemente didattico: servivano a rendere avvezze le bambine su quello che sarebbe stato il suo mondo futuro, ad abituarle, cioè, a considerare le abitudini e le attitudini della futura donna. Proprio la piccola sezione dedicata ai giochi desta particolare curiosità, con i dadi da gioco in osso, le pedine in pasta di vetro, le armi in miniatura. Alla realizzazione del catalogo, che è reperibile in libreria, e che propone anche gli interventi di Giuseppe Andreasssi, Gianni Florido, Antonietta Dell’ Aglio ed Emanuele Scafato, hanno collaborato: Roberta Belli Pasqua, Felicia La Viola, Barbara Mattioli, Laura Masiello, Amelia D’ Amicis e Domenico Arco.
 

fonte: Il Corriere del Giorno


Risposte

  1. Salve! Esprimo i miei complimenti per la vs attività e colgo l’occasione per comunicarvi la pubblicazione del mio sito: http://www.elinorarts.com .

    (Sarebbe anche gradito lo scambio link).

    Grazie. Cordiali saluti .
    E. F.

  2. ma non ci sono gli “ori di taranto????”


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